Ad Acerra Corso di Formazione per insegnanti

•16 aprile 2018 • Lascia un commento

Il blog del Melograno

Un momento del Circolo Lettori Piccoli a Le Rughe  

L’esperienza straordinaria del Circolo lettori piccoli de “Il Melograno” – realizzato con successo da quattro anni nella sede dell’associazione presso il Centro Civico Le Rughe  – entra ufficialmente nell’offerta formativa del Ministero dell’Istruzione: il metodo delle Letture ad alta voce – promosso da Giovanna Micaglio – dopo Formello e Roma arriva ad Acerra (Napoli): è stata effettuata la registrazione sulla piattaforma ministeriale SOFIA del corso – offerto gratuitamente dal Melograno – per insegnanti con CREDITI FORMATIVI. Parteciperanno oltre 100 insegnanti. A breve il Corso verra’ realizzato a Formello
info Giovanna Micaglio 335 6609162  30052122_2068561033173076_801008333671746402_o

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Francesco: il supereroe dei gesti ordinari

•13 marzo 2018 • Lascia un commento

1000SuperPopeIl murale di maupal, lo ha raffigurato come un supereroe, che porta la sua valigetta nera, che contiene i valori. e in effetti a cinque anni dalla sua elezione al soglio pontificio, del primo papa che ha osato prendere il nome di san francesco, restano impressi nella memoria gesti, straordinari proprio perché gesti comuni, ordinari. il papa pop perché è uno del popolo che vuole stare con il popolo, ha sorpreso tutti quando ha scelto di non abitare nel palazzo apostolico, il palazzo nel quale i pontefici hanno abitato da un secolo e mezzo a questa parte, preferendo invece un modesto appartamento nella casa santa marta. il papa desidera più sobrietà e meno isolamento, non vuole essere rinchiuso in un museo, si sente libero a mangiare dove mangiano tutti.

sono passati cinque anni da quel buonasera, che sembrava spazzare via le nubi di un periodo dominato da scandali e polemiche.  il papa che parla col cuore, piace. da subito è circondato da un enorme consenso popolare. il prete di strada al quale manca la strada, sorprende quando paga il conto, quando telefona agli amici, ai malati.

il vescovo che girava a buenos aires sui mezzi pubblici e si cucinava da solo, parte per le sue visite apostoliche portandosi dietro la sua valigetta nera: ai giornalisti incuriositi del suo contenuto ha detto: C’è il rasoio, il breviario, l’agenda, c’è un libro da leggere. dobbiamo abituarci ad essere persone normali. ecco papa francesco, il papa che compie gesti fuori dal protocollo, coltiva l’arte di costruire ponti. gesti fuori dal protocollo, ma gesti di misericordia, il linguaggio del vangelo.

gesti di tenerezza per i migranti di lampedusa, per i senza fissadimora per i quali apre un servizio di docce e barbiere sotto il colonnato del bernini; scelte audaci, mai viste, come l’apertura del giubileo straordinario della misericordia non in vaticano ma in centrafrica, pubblica la prima enciclica dedicata all’ecologia. avvia la riforma della curia, croce del predecessore, prosegue la lotta alla pedofilia, ancora tutta in salita, rimette la chiesa al centro della scena politica internazionale, muove la chiesa verso direzioni prima proibite, come la cina.

un uomo di parola, lo definisce il film di wim wenders in uscita a maggio negli stati uniti.  ma ferito da tante spine, da chi lo accusa di tradire la vera dottrina e invoca il papa emerito. ma proprio sulla continuità  tra i due papi, negata sia da alcuni franceschiani che da sedicenti ratzingeriani, insiste lo stesso joseph ratzinger che ancora una volta spiazza tutti, come fece l’11 febbraio 2013, quando rinunciando al pontificato, aprirà la porta al papa venuto dalla fine del mondo, e oggi con una lettera critica lo stolto pregiudizio contro bergoglio. GUARDA IL SERVIZIO DEL TG2 13 MARZO 2018 ORE 20.30

Il Giorno della Memoria con Il Melograno — Il blog del Melograno

•20 gennaio 2018 • Lascia un commento

Venerdì 26 gennaio 2018 ore 10.00 Scuola Secondaria di I grado “Rossellini” Via Paolo Borsellino, Formello Ricordare gli orrori dell’ultima guerra mondiale, lo sterminio di sei milioni di ebrei, e allo stesso tempo ripartire dai ragazzi per costruire un futuro migliore. E’ l’obbiettivo del Giorno della Memoria 2018 organizzato anche quest’anno dall’associazione Il Melograno […]

via Il Giorno della Memoria con Il Melograno — Il blog del Melograno

L’omaggio di Acerra a papa Benedetto

•13 dicembre 2017 • Lascia un commento

IMG_0432Di Antonio Pintauro, Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali Diocesi di Acerra.

5 dicembre 2017

La rinuncia al ministero di Vescovo di Roma pronunciata l’11 febbraio 2013 da colui che oggi è il Papa emerito, è stato per i più come uno «svelamento» sul servizio petrino e magistero di Benedetto XVI, che lasciano alla Chiesa un contributo più profondo e solido di quanto abbiamo finora saputo e potuto comprendere ma dei cui frutti cominciamo a godere e ad accorgerci.

Nei giorni scorsi è stato presentato presso il Museo diocesano di Acerra il libro “Benedetto XVI. Fede e profezia del primo Papa emerito della storia”, edizioni Paoline, scritto dal vaticanista del Tg2 Giovan Battista Brunori per celebrarne i 90 anni, festeggiati il 16 aprile scorso.

La rinuncia di Benedetto XVI all’esercizio del pontificato ha mandato in frantumi l’idea che tanti si erano fatti di Joseph Ratzinger, e per il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, da quel giorno sono andati sempre crescendo l’«amore» e la «simpatia» per un uomo, un teologo e un Papa che molti prima non avevano capito.

Un contributo in questa direzione è dato certamente dal libro di Brunori, una «biografia dei fatti» e degli incontri che hanno segnato la vita di Joseph Ratzinger. Un libro, leggendo il quale si capisce forse meglio perché la prima enciclica di Benedetto XVI abbia per titolo “Deus caritas est – Dio è amore”, ha detto ancora il vescovo Di Donna in un Museo pieno di persone rapite dal clima di una serata con al centro la Chiesa, il suo futuro e la sua missione in questo tempo così complesso. E si capisce come la Chiesa continui ad essere saldamente nelle mani di Dio con il pontificato di Papa Francesco, perché, ha detto Di Donna, il Signore «dona il Papa adatto ad ogni momento della storia» e «negli ultimi due secoli abbiamo avuto sempre grandi pastori» della Chiesa universale.

E se l’amore è il vero volto del cristianesimo, per capire sempre meglio il Pontificato di Benedetto XVI bisogna andare a quel primo aprile 2005, vigilia della morte di Giovanni Paolo II, quando a Subiaco il cardinale Ratzinger pronuncia un discorso profeticamente “programmatico” di cui ampiamente si parla nel libro. Perché Benedetto XVI, scrive Brunori, «soprattutto ha indicato ciò che vale, che è l’orizzonte della Chiesa: il quaerere Deum, il cercare Dio, che muoveva nell’intimo i monaci benedettini che nei tempi difficili del Medioevo, con la preghiera e il lavoro nei campi, con le leggendarie biblioteche dei monasteri, erano un punto di luce, trasmettendo l’amore per la cultura, per lo studio delle Scritture e dei classici, l’amore per il canto e la musica, promuovendo lo spirito di accoglienza verso il forestiero e la collaborazione fra tutti, ponendo le basi di una cultura che è alle radici dell’Europa, oggi purtroppo sempre più fragile».

Di una Chiesa capace di tornare all’essenziale della fede ha parlato don Giorgio Capelli, direttore dell’Ufficio diocesano della cultura, per il quale il libro è «uno scrigno contenente gemme preziose del percorso umano di un uomo di fede che costituiscono una ricchezza offerta a tutti coloro che sono alla ricerca di perle e che qui ne trovano una così preziosa che vale la pena andare a comperare e leggere questo libro per offrire a se stessi un tempo di crescita, e acquisire una maturità che pochi oggi, anche se tutti i cristiani sono chiamati a questo compito, riescono a trasmettere testimoniando e insegnando, un’occasione insomma per diventare persone adulte in umanità grazie alla vera fede».

Infine, il tema del futuro della Chiesa e la profezia dell’allora cardinale Ratzinger, che in una Conferenza radiofonica del 1970, di cui il libro parla alle pagine 426/27, annunciava «tempi molto difficili» per la Chiesa costretta a fare i conti con «una crisi appena cominciata» ma dalla quale ne sarebbe uscita con «una nuova fioritura» mostrandosi «agli uomini come la patria, che ad essi là vita e speranza oltre la morte». Con una chiara precisazione: «Non la Chiesa del culto politico ma la Chiesa della fede». Un «piccolo gregge» che può fare la differenza nella nostra società, la direzione giusta nella quale camminare in un periodo così pieno di confusione.

In omaggio all’amore per la musica del Papa emerito, durante la serata sono stati eseguiti dal giovane pianista Raffaele Casaburo brani di Fryderyk Franciszek Chopin, Wolfgang Amadeus Mozart, Éric Alfred Leslie Satie.

“Benedetto XVI”: la recensione di don Giorgio Capelli

•1 dicembre 2017 • Lascia un commento

GIOVAN BATTISTA BRUNORI, “BENEDETTO XVI”, ED. PAOLINE. RECENSIONE DI DON GIORNO CAPELLI, DIRETTORE UFFICIO CULTURA DELLA DIOCESI DI ACERRA

Il libro sulla figura di “BENEDETTO XVI” scritto da Giovan Battista Brunori è un testo, detto sbrigativamente e approssimativamente, godibilissimo. Un libro che trasuda di simpatia, di affetto, di rispetto per la grande dignità umana e cristiana del personaggio preso in esame. Un libro dunque appassionato alla vita e alla storia del suo personaggio ma anche rigoroso nell’individuazione ed esposizione dei punti salienti dell’esperienza di colui che oggi dobbiamo chiamare Papa emerito. Dice a tal proposito lo stesso Brunori: << Ho cercato di rileggere con attenzione la sua vita e le sue opere, parlando anche con personaggi che lo hanno conosciuto da vicino e hanno collaborato con lui, mettendo in ordine le numerose tessere di un mosaico che si va componendo, provando a tratteggiare il volto di un uomo>> e noi possiamo affermare che la ricerca ha avuto un esito senz’altro positivo. Brunori infatti ci mette a disposizione in questo suo libro uno scrigno contenente le gemme preziose del percorso umano di un uomo di fede che costituiscono una ricchezza offerta a tutti coloro che sono alla ricerca di perle e che qui ne trovano una così preziosa che vale la pena andare a comperare e leggere questo libro per offrire a se stessi un tempo di crescita, e acquisire una maturità che pochi oggi, anche se tutti i cristiani sono chiamati a questo compito, riescono a trasmettere testimoniando e insegnando, un’occasione insomma per diventare persone adulte in umanità grazie alla vera fede.

Cosciente di rivolgersi a una umanità sempre più succube dell’incertezza e della paura, un mondo dove tutto è precario e molto più spesso nemmeno garantito, Benedetto XVI ha risposto alla mancanza diffusa di fiducia così come all’assenza di speranza <<presentando a tutti – dice Brunori – la “differenza cristiana”: è l’amore il vero volto del cristianesimo, Dio è amore>>; inoltre <<ha indicato la strada per il futuro attingendo alle fonti sulle quali poggia l’identità cattolica, le sacre Scritture innanzi tutto, e i Padri della Chiesa>>, ossia la sacra Tradizione, i due polmoni dell’unico respiro della divina Rivelazione alitata su e per tutta l’umanità.

A tale proposito il Santo Padre ha, allo stesso tempo, <<cercato il dialogo – mette in primo piano Brunori – con il mondo laico al quale ha chiesto di vivere “come se Dio esistesse”>> e a questo proposito ha evidenziato un grave rischio che esso può correre e per questa ragione lo <<ha messo in guardia dal “relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, dalla nuova “religione della scienza” che porta l’uomo a fare a meno di Dio e che ha aumentato a dismisura le sue possibilità tecniche ma ha fiaccato la sua forza morale>>. Su questo fronte il Papa <<ha invocato una “morale pubblica” quando invece la società odierna tende a relegare la religione “nel privato”>> per questo motivo il compito urgente e necessario da parte del mondo religioso è quello <<di salvaguardare alcuni “principi non negoziabili”>> difendendo con determinazione la vera libertà, che non è capriccio o conseguenza di un’imposizione, ma è frutto della verità, affermando con fermezza la sana autonomia della Chiesa nel mondo contemporaneo contro ogni tentativo di imprigionarla, limitandone o addirittura impedendone l’azione; o riducendola ad una realtà innocua o da sterilizzare, e farlo a cuor leggero, perché inutile e spesso dannosa: il mondo vuole fare a meno di Dio e dei suoi accoliti, che castrati nella loro presunta rilevanza sociale diventano per il mondo attuale solo un’accozzaglia di eunuchi.

Sul versante del dialogo Benedetto XVI ha cercato anche <<il dialogo con le altre religioni, ma senza mettere fra parentesi le differenze, senza rinunciare alla propria identità e alla “pretesa da parte della fede cristiana di aver ricevuto in dono da Dio in Cristo la rivelazione definitiva e completa del mistero della salvezza”>>.

Ma in particolar modo Papa Benedetto <<ha indicato ciò che vale, che è l’orizzonte e il futuro della Chiesa: il quaerere Deum, il cercare Dio>> che mette in movimento l’intimo dell’uomo, lo

dinamizza e lo umanizza, e il Papa lo ha fatto trasmettendo la passione per la Scrittura, i Padri della Chiesa, i grandi maestri medievali, ma anche per la cultura in genere come lo studio dei classici, dei moderni e dei contemporanei (bellissime sono i suoi riferimenti alla filosofia, alla letteratura, alla musica, alla pittura, ecc.), indicando così le radici di una cultura che oggi ridarebbe un alito di vita a questo nostro mondo sempre più distratto e irriconoscente nei confronti di una grande eredità che il passato ci offre per affrontare più lucidamente l’oggi e guardare il futuro con una rinnovata speranza. E questa è un’opera da compiere anche in seno alla Chiesa: è infatti stato <<un uomo che ha cambiato e innovato la Chiesa invocando il ritorno all’essenziale della fede, per rimuovere la cenere che il tempo ha sedimentato sull’esperienza cristiana rendendola più opaca, soffocando il fuoco originario che l’aveva a suo tempo resa irresistibile>>. Ecco dunque la scaturigine di questo libro: presentare la biografia di un uomo innanzi tutto di fede limpida, che ha saputo efficacemente svegliare dal sonno i suoi interlocutori, con la radicalità e chiarezza del suo pensiero che si è espresso in discorsi densi di sapienza ed intelligenza, proponendo verità e valori, in forma bella, che si trasmettono con l’energia della ragionevolezza, senza imposizioni né reticenze.

E’ questo un libro che non va trascurato, perciò ne consigliamo con entusiasmo la lettura.

“Benedetto XVI” ad Acerra

•30 novembre 2017 • Lascia un commento

Martedi 5 dicembre ore 18.30 ad Acerra, presentazione di “Benedetto XVI. Fede e profezia del primo papa emerito della storia” con il vescovo di Acerra, Monsignor Antonio Di Donna.

Locandina Acerra

“Benedetto XVI” a Viterbo il 14 novembre

•1 novembre 2017 • Lascia un commento

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Prosegue il cammino di “Benedetto XVI. Fede e profezia del primo papa emerito della storia”. Prossimo incontro martedì 14 novembre ore 17.30, organizzato dalla Diocesi di Viterbo. Ecco il programma:

Saluti
S.E. Mons. Lino Fumagalli
Vescovo di Viterbo

Introduce
don Emanuele Germani
Direttore Ufficio diocesano Comunicazioni Sociali

Intervengono
Giovan Battista Brunori
Autore del libro
Padre Federico Lombardi
Presidente Fondazione “Ratzinger”

Saluti conclusivi
Mario Mancini
Presidente UCSI Viterbo

Modera
Pierluigi Vito
Giornalista di TV2000