l’abbraccio di papa francesco alle persone sordomute e cieche

 guarda il servizio del Tg2

Un abbraccio con circa ottomila persone cieche o sordomute, prima con le parole e poi
con i gesti: papa Francesco ha ricevuto nell’aula Paolo VI i
tanti riuniti dal Movimento apostolico ciechi e dalla Piccola
missione per i sordomuti, ha tenuto loro un discorso e poi si è
trattenuto per circa mezz’ora a stringere le mani e scambiare
qualche battuta, passando personalmente tra le file. Durante il
discorso di papa Francesco e per gli interventi degli
organizzatori c’è stata la traduzione simultanea nel linguaggio
dei gesti.
   Nel suo saluto al Papa, uno degli assistenti dei gruppi,
padre Delci da Conceichao Filho, ha affermato che i sordomuti
sono un popolo di 70 milioni di persone tenute fuori dalla
Chiesa perché esclusi dalla catechesi e dall’eucaristia”.
    “La cultura dell’incontro” contro la “cultura dell’
esclusione” è quella che il Papa vuole e indica anche per i
disabili. Lo ha confermato oggi commentando il brano dell’
incontro di Gesù proprio con un cieco.
    “Quell’uomo – ha detto – era cieco dalla nascita ed era
emarginato in nome di una falsa concezione che lo riteneva
colpito da una punizione divina. Gesù rifiuta radicalmente
questo modo di pensare – veramente blasfemo! – e compie per il
cieco ‘l’opera di Dio’, dandogli la vista. Ma la cosa notevole è
che quest’uomo, a partire da ciò che gli è accaduto, diventa
testimone di Gesù e della sua opera, che è l’opera di Dio, della
vita, dell’amore, della misericordia. Mentre i capi dei farisei,
dall’alto della loro sicurezza, giudicano sia lui che Gesù come
‘peccatori’, il cieco guarito, con semplicità disarmante,
difende Gesù e alla fine professa la fede in Lui, e condivide
anche la sua sorte: Gesù viene escluso, e anche lui viene
escluso. Ma in realtà, quell’uomo è entrato a far parte della
nuova comunità, basata sulla fede in Gesù e sull’amore
fraterno”. “Ecco le due culture opposte. – ha commentato papa
Francesco – La cultura dell’incontro e la cultura
dell’esclusione, del pregiudizio. La persona malata o disabile,
proprio a partire dalla sua fragilità, dal suo limite, può
diventare testimone dell’incontro: l’incontro con Gesù, che apre
alla vita e alla fede, e l’incontro con gli altri, con la
comunità”.
    “Adesso preghiamo la Madonna, lei è stata un grande primo
incontro, tra Dio e la umanità, e chiediamole che ci aiuti ad
andare avanti in questa cultura dell’incontro”, ha detto il Papa
a braccio al termine del discorso, recitando poi l’Ave Maria e
impartendo la benedizione. Papa Francesco dopo il discorso sta
salutando le persone riunite nell’aula.(ANSA).

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~ di Giovan Battista Brunori su 30 marzo 2014.

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