papa francesco conquista gli “States”

papa usa

le lacrime di un duro come lo speaker del congresso americano john boehner, cattolico esponente di spicco di quel partito repubblicano che non lesina critiche all’attuale romano pontefice, piu’ che i sorrisi e il calore con cui lo ha accolto il democratico presidente obama, la standing ovation che gli ha tributato il tempio della democrazia americana, lo spettacolo eccezionale della folla che lo ha accolto sulla spianata di capitol hill, sono immagini di un feeling che è sbocciato con un paese che ama l’umiltà di francesco, ma in molti casi non ama la chiesa cattolica.

nel paese orgoglioso di una costituzione laica che pure nomina il nome di dio, era stato descritto come un latinoamericano terzomondista, un comunista ostile agli yankees: il leader mondiale di oltre un miliardo di cattolici è entrato in punta di piedi nel congresso americano presentandosi come figlio di immigrati, rendendo omaggio ad una nazione nata proprio dall’immigrazione e che del suo “melting pot”, della sua capacità di amalgamare razze gruppi etnici e religioni diverse – non senza ovvie difficoltà – ha fatto la sua fortuna, riuscendo a costruire quel sogno americano che ha reso grande il paese.

una società fiera di essere terra di liberi e casa dei valorosi – come ha detto francesco che ha scelto di non parlare solo alla chiesa e ai cattolici – che con i suoi 76 milioni di persone – costituiscono oggi la piu’ numerosa confessione religiosa, e anche un importante target elettorale; francesco ha ridato slancio alla chiesa americana e sembra aver voltato quella dolorosissima pagina della pedofilia che per anni ha messo in ginocchio – economicamente e moralmente – la chiesa cattolica a stelle e strisce – piaga affrontata prima da giovanni paolo II, da benedetto xvi e ora da francesco, una chiesa che proprio grazie alla linea della tolleranza zero e della trasparenza oggi è di nuovo guardata con fiducia da una parte crescente della popolazione.

francesco ha parlato dritto al cuore del popolo americano, che nel complesso lo vede con simpatia e rispetto, per la sua energia e l’impegno nel rinnovare la chiesa, popolo ancora orgoglioso di dare vita ad una superpotenza – oggi un po’ ammaccata – che forse ha visto nelle parole del primo papa latinoamericano, primo papa gesuita, e primo a prendere su di se il nome di francesco di assisi, nella sua sfida a passare all’azione e a recuperare il suo ruolo, uno stimolo a guardare avanti, a recuperare vigore riscoprendo gli ideali dei padri fondatori.  guarda il servizio del Tg2

Annunci

~ di Giovan Battista Brunori su 25 settembre 2015.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: