il sogno europeo di papa Francesco

papa junker  Nel momento di massima debolezza della delicata impalcatura europea, i vertici del vecchio continente si sono dati appuntamento dentro le mura leonine per rendere omaggio ai valori e alle istanze del primo papa non europeo dei tempi moderni. L’Europa, che traballa sotto i colpi della crisi storica dei migranti, si stringe attorno a Jorge Mario Bergoglio, il papa argentino venuto dalla fine del mondo come lui stesso ha detto all’inizio del pontificato, proprio per il suo impegno a costruire un’Europa di pace, fondata su valori comuni e aperta alla comprensione con gli altri popoli.

La prima a giungere in vaticano è stata la cancelliera Merkel, lei, in cima alla classifica mondiale delle donne piu’ potenti del pianeta, figlia di un pastore protestante, ha partecipato ad una celebrazione in San Pietro con il cardinale Kasper prima e di essere ricevuta in udienza da papa Francesco.

Ma nella sala regia, alla cerimonia di consegna del Premio internazionale Carlo Magno, con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, era presente il re di Spagna Felipe VI, e i vertici europei al gran completo: i presidenti della commissione Junker, dell’europarlamento Shulz, del consiglio europeo Tusk, della banca europea Mario Draghi, anche lui vincitore in passato del prestigioso premio promosso dalla città di Acquisgrana, come Giovanni Paolo II e il fondatore della Comunità di S.Egidio Andrea Riccardi.

Papa Francesco chiede alla vecchia e stanca Europa, un colpo d’ala, le chiede di aggiornare l’idea di Europa, di rilanciare il sogno e i valori che – dopo lo sconquasso della seconda guerra mondiale – l’hanno resa grande, proprio integrando culture e popolazioni diverse. Francesco invoca un’Europa capace di integrare popoli e persone, capace di dialogare. Ma – avverte il pontefice – “non basta il solo inserimento geografico delle persone, serve una forte integrazione culturale.”

Francesco sogna un nuovo umanesimo europeo: “Sogno un’Europa in cui essere migrante non sia delitto bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano. “Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo”. Un’Europa giovane che torni ad essere madre di figli, e che dia ai giovani una speranza di lavoro. Un’Europa delle famiglie, che – come dopo lo sfacelo della guerra – sappia essere solidale con chi chiede aiuto.  Insomma un’Europa che guardi al futuro con fiducia, che costruisca ponti ed abbatta i muri.

Ma – alzando gli occhi dal foglio e guardando i leader europei presenti al gran completo – Francesco ha concluso il suo discorso con un ammonimento, severo:  “Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stata la sua ultima utopia.” La standig ovation finale tributatagli dai vertici di Bruxelles e dagli altri statisti presenti non cancella le preoccupazioni sulle nubi che si stanno addensando sul fragile edificio europeo, scosso dai populismi.

guarda il servizio Tg2 ore 20.30

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~ di Giovan Battista Brunori su 7 maggio 2016.

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