“Benedetto XVI”: la recensione di don Giorgio Capelli

GIOVAN BATTISTA BRUNORI, “BENEDETTO XVI”, ED. PAOLINE. RECENSIONE DI DON GIORNO CAPELLI, DIRETTORE UFFICIO CULTURA DELLA DIOCESI DI ACERRA

Il libro sulla figura di “BENEDETTO XVI” scritto da Giovan Battista Brunori è un testo, detto sbrigativamente e approssimativamente, godibilissimo. Un libro che trasuda di simpatia, di affetto, di rispetto per la grande dignità umana e cristiana del personaggio preso in esame. Un libro dunque appassionato alla vita e alla storia del suo personaggio ma anche rigoroso nell’individuazione ed esposizione dei punti salienti dell’esperienza di colui che oggi dobbiamo chiamare Papa emerito. Dice a tal proposito lo stesso Brunori: << Ho cercato di rileggere con attenzione la sua vita e le sue opere, parlando anche con personaggi che lo hanno conosciuto da vicino e hanno collaborato con lui, mettendo in ordine le numerose tessere di un mosaico che si va componendo, provando a tratteggiare il volto di un uomo>> e noi possiamo affermare che la ricerca ha avuto un esito senz’altro positivo. Brunori infatti ci mette a disposizione in questo suo libro uno scrigno contenente le gemme preziose del percorso umano di un uomo di fede che costituiscono una ricchezza offerta a tutti coloro che sono alla ricerca di perle e che qui ne trovano una così preziosa che vale la pena andare a comperare e leggere questo libro per offrire a se stessi un tempo di crescita, e acquisire una maturità che pochi oggi, anche se tutti i cristiani sono chiamati a questo compito, riescono a trasmettere testimoniando e insegnando, un’occasione insomma per diventare persone adulte in umanità grazie alla vera fede.

Cosciente di rivolgersi a una umanità sempre più succube dell’incertezza e della paura, un mondo dove tutto è precario e molto più spesso nemmeno garantito, Benedetto XVI ha risposto alla mancanza diffusa di fiducia così come all’assenza di speranza <<presentando a tutti – dice Brunori – la “differenza cristiana”: è l’amore il vero volto del cristianesimo, Dio è amore>>; inoltre <<ha indicato la strada per il futuro attingendo alle fonti sulle quali poggia l’identità cattolica, le sacre Scritture innanzi tutto, e i Padri della Chiesa>>, ossia la sacra Tradizione, i due polmoni dell’unico respiro della divina Rivelazione alitata su e per tutta l’umanità.

A tale proposito il Santo Padre ha, allo stesso tempo, <<cercato il dialogo – mette in primo piano Brunori – con il mondo laico al quale ha chiesto di vivere “come se Dio esistesse”>> e a questo proposito ha evidenziato un grave rischio che esso può correre e per questa ragione lo <<ha messo in guardia dal “relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, dalla nuova “religione della scienza” che porta l’uomo a fare a meno di Dio e che ha aumentato a dismisura le sue possibilità tecniche ma ha fiaccato la sua forza morale>>. Su questo fronte il Papa <<ha invocato una “morale pubblica” quando invece la società odierna tende a relegare la religione “nel privato”>> per questo motivo il compito urgente e necessario da parte del mondo religioso è quello <<di salvaguardare alcuni “principi non negoziabili”>> difendendo con determinazione la vera libertà, che non è capriccio o conseguenza di un’imposizione, ma è frutto della verità, affermando con fermezza la sana autonomia della Chiesa nel mondo contemporaneo contro ogni tentativo di imprigionarla, limitandone o addirittura impedendone l’azione; o riducendola ad una realtà innocua o da sterilizzare, e farlo a cuor leggero, perché inutile e spesso dannosa: il mondo vuole fare a meno di Dio e dei suoi accoliti, che castrati nella loro presunta rilevanza sociale diventano per il mondo attuale solo un’accozzaglia di eunuchi.

Sul versante del dialogo Benedetto XVI ha cercato anche <<il dialogo con le altre religioni, ma senza mettere fra parentesi le differenze, senza rinunciare alla propria identità e alla “pretesa da parte della fede cristiana di aver ricevuto in dono da Dio in Cristo la rivelazione definitiva e completa del mistero della salvezza”>>.

Ma in particolar modo Papa Benedetto <<ha indicato ciò che vale, che è l’orizzonte e il futuro della Chiesa: il quaerere Deum, il cercare Dio>> che mette in movimento l’intimo dell’uomo, lo

dinamizza e lo umanizza, e il Papa lo ha fatto trasmettendo la passione per la Scrittura, i Padri della Chiesa, i grandi maestri medievali, ma anche per la cultura in genere come lo studio dei classici, dei moderni e dei contemporanei (bellissime sono i suoi riferimenti alla filosofia, alla letteratura, alla musica, alla pittura, ecc.), indicando così le radici di una cultura che oggi ridarebbe un alito di vita a questo nostro mondo sempre più distratto e irriconoscente nei confronti di una grande eredità che il passato ci offre per affrontare più lucidamente l’oggi e guardare il futuro con una rinnovata speranza. E questa è un’opera da compiere anche in seno alla Chiesa: è infatti stato <<un uomo che ha cambiato e innovato la Chiesa invocando il ritorno all’essenziale della fede, per rimuovere la cenere che il tempo ha sedimentato sull’esperienza cristiana rendendola più opaca, soffocando il fuoco originario che l’aveva a suo tempo resa irresistibile>>. Ecco dunque la scaturigine di questo libro: presentare la biografia di un uomo innanzi tutto di fede limpida, che ha saputo efficacemente svegliare dal sonno i suoi interlocutori, con la radicalità e chiarezza del suo pensiero che si è espresso in discorsi densi di sapienza ed intelligenza, proponendo verità e valori, in forma bella, che si trasmettono con l’energia della ragionevolezza, senza imposizioni né reticenze.

E’ questo un libro che non va trascurato, perciò ne consigliamo con entusiasmo la lettura.

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~ di Giovan Battista Brunori su 1 dicembre 2017.

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